Successione con beni all’estero: quando è necessario il notaio italiano

Pubblicato il 21 febbraio 2026 alle ore 15:41

Quando una persona decede lasciando beni in più Paesi, oppure quando il defunto risiedeva all’estero ma possedeva immobili o conti in Italia, la gestione della successione può diventare complessa.

In questi casi è frequente chiedersi:

  • Serve un notaio italiano?
  • Quale legge si applica?
  • È necessario coordinarsi con un notaio straniero?
  • Occorre il certificato successorio europeo?

Una successione con beni all’estero richiede un inquadramento preciso sin dall’inizio, per evitare errori fiscali o problemi nella circolazione dei beni.

Quando si parla di successione con elementi esteri

Si parla di successione internazionale quando ricorre almeno uno di questi elementi:

  • il defunto risiedeva stabilmente all’estero;
  • il defunto aveva cittadinanza diversa da quella italiana;
  • vi sono beni immobili o conti correnti in più Paesi;
  • gli eredi risiedono in Stati diversi;
  • è necessario applicare il Regolamento UE 650/2012.

Anche un solo elemento può rendere necessaria una valutazione specifica.

Quando è necessario il notaio italiano

Il notaio italiano è necessario quando:

  • vi sono immobili in Italia da trasferire agli eredi;
  • occorre presentare la dichiarazione di successione in Italia;
  • è necessario trascrivere l’acquisto nei registri immobiliari;
  • bisogna coordinare una pratica estera con effetti in Italia;
  • occorre rilasciare o utilizzare un certificato successorio europeo.

Esempio pratico:

Un cittadino residente in Francia decede lasciando un immobile a Torino.

Anche se la legge applicabile fosse quella francese, il trasferimento dell’immobile in Italia richiede adempimenti e formalità secondo il diritto italiano.

Coordinamento tra Italia e Francia / Spagna

Nelle successioni Italia–Francia o Italia–Spagna è spesso necessario:

  • verificare quale legge regola la successione;
  • distinguere tra legge civile e profili fiscali;
  • coordinare atti italiani con documentazione estera;
  • evitare duplicazioni di imposte o errori formali.

Un inquadramento iniziale corretto consente di:

✔ evitare ritardi

✔ evitare trascrizioni errate

✔ prevenire contestazioni future

Errori frequenti nelle successioni con beni all’estero

Tra gli errori più comuni:

  • applicare automaticamente la legge della cittadinanza senza verificare la residenza abituale;
  • non coordinare correttamente imposte italiane ed estere;
  • trascurare la necessità di traduzioni giurate o apostille;
  • ritenere sufficiente un atto estero per trasferire un immobile in Italia.

Questi errori possono rallentare la pratica o generare costi aggiuntivi.

Il primo passo corretto

In presenza di beni o eredi all’estero è consigliabile:

  1. ricostruire la situazione patrimoniale nei diversi Paesi;
  2. individuare la legge applicabile;
  3. verificare quali adempimenti sono necessari in Italia;
  4. valutare l’opportunità del certificato successorio europeo.

Un primo inquadramento chiaro consente di pianificare tempi e costi in modo trasparente.

Conclusione 

Le successioni con elementi esteri non sono tutte uguali.

Ogni caso richiede una valutazione specifica.

Se stai gestendo una successione con beni in Italia e all’estero, puoi richiedere un primo inquadramento della situazione contattando lo studio.


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