Quando una persona decede lasciando beni in più Paesi, oppure quando il defunto risiedeva all’estero ma possedeva immobili o conti in Italia, la gestione della successione può diventare complessa.
In questi casi è frequente chiedersi:
- Serve un notaio italiano?
- Quale legge si applica?
- È necessario coordinarsi con un notaio straniero?
- Occorre il certificato successorio europeo?
Una successione con beni all’estero richiede un inquadramento preciso sin dall’inizio, per evitare errori fiscali o problemi nella circolazione dei beni.
Quando si parla di successione con elementi esteri
Si parla di successione internazionale quando ricorre almeno uno di questi elementi:
- il defunto risiedeva stabilmente all’estero;
- il defunto aveva cittadinanza diversa da quella italiana;
- vi sono beni immobili o conti correnti in più Paesi;
- gli eredi risiedono in Stati diversi;
- è necessario applicare il Regolamento UE 650/2012.
Anche un solo elemento può rendere necessaria una valutazione specifica.
Quando è necessario il notaio italiano
Il notaio italiano è necessario quando:
- vi sono immobili in Italia da trasferire agli eredi;
- occorre presentare la dichiarazione di successione in Italia;
- è necessario trascrivere l’acquisto nei registri immobiliari;
- bisogna coordinare una pratica estera con effetti in Italia;
- occorre rilasciare o utilizzare un certificato successorio europeo.
Esempio pratico:
Un cittadino residente in Francia decede lasciando un immobile a Torino.
Anche se la legge applicabile fosse quella francese, il trasferimento dell’immobile in Italia richiede adempimenti e formalità secondo il diritto italiano.
Coordinamento tra Italia e Francia / Spagna
Nelle successioni Italia–Francia o Italia–Spagna è spesso necessario:
- verificare quale legge regola la successione;
- distinguere tra legge civile e profili fiscali;
- coordinare atti italiani con documentazione estera;
- evitare duplicazioni di imposte o errori formali.
Un inquadramento iniziale corretto consente di:
✔ evitare ritardi
✔ evitare trascrizioni errate
✔ prevenire contestazioni future
Errori frequenti nelle successioni con beni all’estero
Tra gli errori più comuni:
- applicare automaticamente la legge della cittadinanza senza verificare la residenza abituale;
- non coordinare correttamente imposte italiane ed estere;
- trascurare la necessità di traduzioni giurate o apostille;
- ritenere sufficiente un atto estero per trasferire un immobile in Italia.
Questi errori possono rallentare la pratica o generare costi aggiuntivi.
Il primo passo corretto
In presenza di beni o eredi all’estero è consigliabile:
- ricostruire la situazione patrimoniale nei diversi Paesi;
- individuare la legge applicabile;
- verificare quali adempimenti sono necessari in Italia;
- valutare l’opportunità del certificato successorio europeo.
Un primo inquadramento chiaro consente di pianificare tempi e costi in modo trasparente.
Conclusione
Le successioni con elementi esteri non sono tutte uguali.
Ogni caso richiede una valutazione specifica.
Se stai gestendo una successione con beni in Italia e all’estero, puoi richiedere un primo inquadramento della situazione contattando lo studio.
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