Le successioni tra Francia e Italia pongono delicate questioni fiscali e patrimoniali, soprattutto quando il defunto o gli eredi risiedono all’estero oppure il patrimonio è distribuito tra più Paesi. L’articolo analizza il funzionamento dell’imposta di successione italiana e francese, il rischio di doppia imposizione e il coordinamento tra i due sistemi fiscali.
Una situazione sempre più frequente
Le successioni internazionali tra Italia e Francia sono oggi estremamente frequenti.
Molti cittadini italiani vivono stabilmente in Francia mantenendo immobili o patrimoni in Italia; allo stesso modo, numerosi cittadini francesi possiedono case in Italia o ereditano beni immobili situati sul territorio italiano.
In questi casi la successione presenta inevitabilmente profili internazionali che coinvolgono:
- diritto successorio europeo;
- normativa fiscale italiana;
- normativa fiscale francese;
- eventuali convenzioni contro la doppia imposizione;
- formalità immobiliari italiane.
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio la tassazione della successione.
Quale Stato può tassare la successione?
Nelle successioni internazionali occorre distinguere:
- la legge applicabile alla successione;
- dalla potestà impositiva dei singoli Stati.
Infatti:
- una successione può essere regolata dalla legge francese;
- ma essere comunque tassata anche in Italia.
La presenza di immobili situati in Italia comporta normalmente l’applicazione dell’imposta di successione italiana sugli immobili stessi, anche quando:
- il defunto viveva in Francia;
- oppure gli eredi risiedono all’estero.
La Francia, invece, tende a tassare in modo molto ampio le successioni che coinvolgono residenti francesi.
Di conseguenza, in molte situazioni può sorgere un problema di doppia imposizione internazionale.
L’imposta di successione italiana
L’Italia applica l’imposta di successione sulla base:
- del grado di parentela;
- del valore dei beni ereditati;
- delle franchigie previste dalla legge.
Attualmente:
- il coniuge e i figli beneficiano di una franchigia di un milione di euro ciascuno;
- oltre tale soglia si applica normalmente l’aliquota del 4%;
- per fratelli e sorelle la franchigia è pari a 100.000 euro;
- per soggetti ulteriori le aliquote aumentano.
Quando il defunto era residente in Italia l’imposta italiana colpisce generalmente il patrimonio mondiale.
Quando invece il defunto era residente all’estero l’imposta italiana colpisce normalmente i beni situati in Italia.
Gli immobili italiani devono inoltre essere indicati nella dichiarazione di successione italiana, con conseguente:
- pagamento delle imposte ipotecarie e catastali;
- volture catastali;
- formalità di trascrizione.
La tassazione francese
Il sistema francese presenta caratteristiche differenti rispetto a quello italiano.
La Francia applica infatti un’imposta successoria generalmente più elevata e articolata, con:
- aliquote progressive;
- differenti franchigie;
- criteri molto ampi di collegamento fiscale.
In particolare, la Francia può tassare:
- il patrimonio mondiale del residente francese;
- oppure l’erede residente in Francia, anche quando parte dei beni si trova all’estero.
Questo significa che:
- un erede residente in Francia;
- che eredita un immobile situato in Italia;
- può trovarsi potenzialmente esposto sia all’imposta italiana sia a quella francese.
La Convenzione tra Italia e Francia contro la doppia imposizione
Per evitare fenomeni di doppia imposizione trova applicazione la Convenzione tra Italia e Francia in materia di successioni.
La Convenzione consente, in linea generale:
- di individuare quale Stato abbia priorità impositiva su determinate categorie di beni;
- oppure di riconoscere crediti d’imposta per le imposte già pagate nell’altro Stato.
Gli immobili situati in Italia restano normalmente imponibili in Italia.
La Francia, tuttavia, potrebbe comunque considerare tali beni nel calcolo dell’imposta francese, riconoscendo poi eventuali meccanismi di compensazione.
La corretta applicazione della Convenzione richiede però:
- una precisa analisi della residenza fiscale;
- della composizione del patrimonio;
- della localizzazione dei beni;
- della posizione degli eredi.
Il problema della doppia imposizione
Uno dei principali timori degli eredi riguarda il rischio di pagare “due volte”.
In realtà la Convenzione mira proprio ad evitare una doppia tassazione integrale, ma la gestione pratica può risultare complessa.
Occorre infatti coordinare:
- tempistiche fiscali italiane;
- dichiarazioni francesi;
- valorizzazione degli immobili;
- crediti d’imposta;
- documentazione tradotta e apostillata.
Particolare attenzione deve essere prestata ai termini dichiarativi, poiché:
- Italia e Francia prevedono procedure differenti;
- con diverse modalità di liquidazione dell’imposta.
La dichiarazione di successione italiana
Anche quando la successione viene gestita principalmente in Francia, la presenza di immobili italiani impone normalmente:
- la presentazione della dichiarazione di successione in Italia;
- l’esecuzione delle volture catastali;
- la regolarizzazione della continuità delle trascrizioni.
Molti eredi residenti in Francia sottovalutano questo aspetto e ritengono erroneamente che:
- la successione francese;
- o gli atti notarili francesi;
- producano automaticamente effetti completi in Italia.
In realtà:
- senza gli adempimenti italiani;
- gli immobili non risultano regolarmente trasferiti nei registri italiani;
- e la futura vendita dell’immobile può risultare bloccata.
Il certificato successorio europeo
Nelle successioni tra Francia e Italia assume particolare rilievo il certificato successorio europeo.
Si tratta di uno strumento introdotto dal Regolamento UE n. 650/2012 che consente di dimostrare:
- la qualità di erede;
- i diritti successori;
- i poteri degli aventi diritto;
- in tutti gli Stati membri aderenti.
Il certificato può facilitare:
- rapporti bancari;
- formalità internazionali;
- trascrizioni;
- gestione coordinata del patrimonio.
Tuttavia:
- non sostituisce automaticamente la dichiarazione fiscale italiana;
- né elimina la necessità delle formalità immobiliari previste dal diritto italiano.
Vendita dell’immobile ereditato in Italia
Molto frequentemente gli eredi residenti in Francia intendono successivamente vendere l’immobile italiano ricevuto per successione.
Anche in questa fase emergono problematiche specifiche:
- procure internazionali;
- traduzioni;
- apostille;
- continuità delle trascrizioni;
- regolarità urbanistica;
- allineamento catastale.
Una gestione preventiva corretta della successione consente spesso di evitare ritardi e blocchi successivi nella vendita.
Considerazioni conclusive
Le successioni tra Francia e Italia richiedono oggi un approccio altamente specialistico.
La presenza di:
- eredi residenti all’estero;
- immobili italiani;
- patrimoni distribuiti tra più Paesi;
impone infatti il coordinamento simultaneo di:
- diritto successorio europeo;
- normativa fiscale italiana;
- normativa fiscale francese;
- formalità immobiliari;
- procedure documentali internazionali.
Una corretta pianificazione e gestione della successione consente:
- di ridurre il rischio di doppia imposizione;
- di evitare ritardi nelle formalità italiane;
- di facilitare la circolazione degli immobili;
- e di garantire maggiore certezza nei trasferimenti patrimoniali internazionali.
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