Eredità tra Francia e Italia: cosa succede se l’erede vive in Francia?

Pubblicato il 21 maggio 2026 alle ore 13:15

Sempre più frequentemente le successioni coinvolgono eredi residenti all’estero e immobili situati in Italia. In questi casi occorre coordinare diritto internazionale, normativa successoria europea, fiscalità italiana e formalità immobiliari. L’articolo analizza i principali profili pratici e giuridici nel caso dell’erede residente in Francia che eredita beni immobili in Italia.

Una situazione sempre più frequente

Negli ultimi anni è divenuto estremamente frequente il caso di successioni con elementi internazionali: cittadini italiani trasferiti all’estero, famiglie distribuite tra più Paesi, immobili mantenuti in Italia da soggetti residenti in Francia o eredi francesi con patrimoni immobiliari italiani.

Tra le ipotesi più ricorrenti vi è quella dell’erede residente in Francia che riceve, per successione, uno o più immobili situati in Italia.

Si tratta di situazioni che, se affrontate in modo superficiale, possono generare:

  • blocchi nella circolazione degli immobili;
  • difficoltà bancarie;
  • problemi fiscali;
  • errori nella scelta della legge applicabile;
  • duplicazioni documentali;
  • ritardi nelle formalità italiane.

La successione internazionale non riguarda infatti soltanto la dichiarazione fiscale, ma implica un coordinamento tra:

  • diritto successorio europeo;
  • normativa italiana;
  • eventuale diritto francese;
  • formalità catastali e tavolari;
  • verifiche urbanistiche;
  • fiscalità immobiliare;
  • rapporti con Conservatoria, Agenzia delle Entrate e istituti bancari.

La legge applicabile alla successione: il Regolamento UE n. 650/2012

Il primo profilo da chiarire riguarda la legge applicabile alla successione.

Nelle successioni transfrontaliere tra Italia e Francia trova applicazione il Regolamento UE n. 650/2012, che ha introdotto un sistema uniforme all’interno dell’Unione Europea.

La regola generale prevede che la successione sia disciplinata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento della morte.

Pertanto:

  • se il defunto viveva stabilmente in Francia, la successione sarà normalmente regolata dalla legge francese;
  • se viveva in Italia, si applicherà la legge italiana.

Tuttavia il regolamento consente una scelta di legge (“professio iuris”): il cittadino italiano residente in Francia può scegliere, mediante testamento, l’applicazione della legge italiana alla propria successione.

Questo aspetto è fondamentale perché diritto italiano e diritto francese presentano differenze significative, soprattutto in materia di:

  • quote di legittima;
  • diritti del coniuge;
  • pianificazione patrimoniale;
  • rapporti tra figli e coniuge superstite.

La presenza di immobili in Italia

Anche quando la successione è regolata dalla legge francese, gli immobili situati in Italia restano soggetti alle formalità pubblicitarie italiane.

Ciò significa che occorrerà comunque:

  • presentare la dichiarazione di successione in Italia;
  • eseguire le volture catastali;
  • effettuare le trascrizioni nei Registri Immobiliari;
  • procedere, nei territori tavolari, alle intavolazioni.

L’erede residente in Francia non può quindi limitarsi alle formalità francesi.

Molto frequentemente si verifica infatti un equivoco pratico: gli eredi ritengono che la successione “francese” produca automaticamente effetti anche in Italia. In realtà, senza gli adempimenti italiani:

  • gli immobili non risultano aggiornati catastalmente;
  • la proprietà non viene resa opponibile ai terzi;
  • la successiva vendita dell’immobile può risultare bloccata.

La dichiarazione di successione italiana

La presenza di immobili italiani impone normalmente la presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate italiana.

La dichiarazione deve essere presentata:

  • anche se gli eredi risiedono all’estero;
  • anche se la successione è regolata da legge straniera;
  • anche se esiste una procedura successoria aperta in Francia.

Occorre inoltre distinguere il profilo civilistico da quello fiscale:

  • una successione può essere regolata dalla legge francese;
  • ma essere comunque soggetta all’imposta di successione italiana per gli immobili situati in Italia.

Il certificato successorio europeo

Uno degli strumenti più importanti nelle successioni internazionali è il certificato successorio europeo.

Si tratta di un documento introdotto dal Regolamento UE n. 650/2012 che consente di dimostrare, nei vari Stati membri:

  • la qualità di erede;
  • i diritti successori;
  • i poteri dell’esecutore testamentario o amministratore dell’eredità.

Il certificato successorio europeo può risultare particolarmente utile quando:

  • gli eredi vivono in Francia;
  • il patrimonio è distribuito tra Francia e Italia;
  • occorre dialogare con banche, conservatorie o professionisti di più Paesi.

Tuttavia il certificato non sostituisce automaticamente tutte le formalità italiane:

  • non elimina la necessità della dichiarazione di successione fiscale;
  • non sostituisce le trascrizioni immobiliari;
  • non evita le verifiche catastali e urbanistiche.

Tassazione della successione tra Francia e Italia

Uno dei temi più delicati riguarda la fiscalità.

Nel caso di immobili situati in Italia, l’imposta di successione italiana trova normalmente applicazione sugli immobili italiani.

Occorre poi verificare:

  • la residenza fiscale del defunto;
  • la residenza degli eredi;
  • l’eventuale applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia.

In molte situazioni può emergere il rischio di doppia imposizione internazionale, soprattutto quando:

  • la Francia tassa l’intera successione mondiale del residente francese;
  • l’Italia tassa gli immobili situati sul territorio italiano.

È quindi essenziale coordinare correttamente:

  • imposta di successione italiana;
  • eventuale imposizione francese;
  • crediti d’imposta internazionali;
  • valorizzazione degli immobili.

La vendita dell’immobile ereditato in Italia

Molti eredi residenti in Francia intendono successivamente vendere l’immobile italiano ereditato.

Anche in questa fase emergono numerose criticità pratiche:

  • documentazione urbanistica incompleta;
  • successione non trascritta;
  • volture mancanti;
  • allineamento catastale non corretto;
  • necessità di procure internazionali;
  • difficoltà nei rapporti bancari.

Spesso gli eredi stranieri sottovalutano inoltre i tempi necessari per:

  • ottenere documenti italiani;
  • regolarizzare la continuità delle trascrizioni;
  • coordinare firme e autentiche all’estero;
  • predisporre apostille e traduzioni.

Una gestione preventiva della successione consente invece di evitare blocchi al momento della vendita.

Il ruolo del notaio nelle successioni internazionali

Nelle successioni con elementi transnazionali il ruolo notarile assume una funzione centrale di coordinamento.

Non si tratta soltanto della predisposizione di singoli atti, ma di:

  • verificare la legge applicabile;
  • coordinare professionisti di diversi Paesi;
  • ricostruire correttamente la devoluzione ereditaria;
  • evitare conflitti tra discipline nazionali;
  • assicurare la regolarità delle formalità immobiliari e fiscali.

Nelle successioni Italia-Francia assume inoltre particolare rilievo la capacità di gestire:

  • documentazione bilingue;
  • rapporti con notai francesi;
  • procure internazionali;
  • certificati successori europei;
  • problematiche fiscali transfrontaliere.

Considerazioni conclusive

Le successioni tra Francia e Italia richiedono oggi un approccio sempre più specialistico.

La presenza di un erede residente in Francia e di immobili situati in Italia comporta infatti il coordinamento simultaneo di:

  • diritto successorio europeo;
  • normativa italiana;
  • eventuale diritto francese;
  • disciplina fiscale internazionale;
  • formalità immobiliari italiane.

La corretta gestione preventiva della successione consente di:

  • evitare ritardi;
  • ridurre i rischi fiscali;
  • facilitare la successiva circolazione degli immobili;
  • garantire certezza nei trasferimenti patrimoniali.

In un contesto caratterizzato da patrimoni e famiglie sempre più internazionali, la successione transfrontaliera non rappresenta più un’eccezione, ma una realtà sempre più frequente che richiede competenze specialistiche e capacità di coordinamento tra ordinamenti differenti.

 


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