Testamento internazionale con beni in più Stati e figlio minore: come impostare correttamente la pianificazione

Pubblicato il 16 febbraio 2026 alle ore 12:54

Un caso tipico di successione transfrontaliera

Si immagini il caso di un cittadino con:

  • residenza in Italia;
  • beni immobili in Italia e in un altro Stato UE;
  • partecipazioni societarie estere;
  • coniuge e figlio minore;
  • interessi economici distribuiti tra più ordinamenti.

In assenza di una pianificazione strutturata, una situazione di questo tipo può generare incertezza sull’individuazione della legge applicabile, conflitti tra sistemi giuridici e difficoltà nella gestione del patrimonio.

Come deve essere impostato correttamente un testamento in un contesto del genere?

1. Individuazione della legge applicabile

Il primo passaggio è verificare quale legge regolerebbe la successione.

Ai sensi del Regolamento (UE) n. 650/2012, in mancanza di scelta espressa, la successione è regolata dalla legge dello Stato di residenza abituale del defunto al momento della morte.

Tuttavia, il soggetto può esercitare una professio iuris, scegliendo la legge dello Stato di cui possiede la cittadinanza.

Questa scelta può essere determinante per:

  • la disciplina della legittima;
  • la libertà testamentaria;
  • la tutela del coniuge e dei figli;
  • la validità di eventuali strumenti di pianificazione.

Una decisione non ponderata può produrre effetti inattesi.

2. Coordinamento tra ordinamenti

Quando i beni sono situati in più Paesi, occorre verificare:

  • modalità di riconoscimento del testamento all’estero;
  • eventuale necessità di atti complementari;
  • compatibilità delle clausole con norme imperative straniere;
  • interazione con registri immobiliari o societari esteri.

La pianificazione non può essere limitata alla sola redazione formale dell’atto.

Serve una visione sistemica.

3. Tutela del figlio minore

La presenza di un minore introduce ulteriori profili delicati:

  • amministrazione dei beni fino alla maggiore età;
  • poteri del genitore superstite;
  • eventuale opportunità di strumenti di gestione patrimoniale;
  • coordinamento con la disciplina della responsabilità genitoriale.

Un testamento mal strutturato può determinare blocchi operativi o necessità di autorizzazioni giudiziali complesse.

4. Partecipazioni societarie estere

Le quote o azioni detenute in società straniere richiedono particolare attenzione:

  • verifica delle clausole statutarie;
  • eventuali limitazioni alla circolazione;
  • diritti di prelazione;
  • disciplina della governance post mortem.

L’aspetto successorio deve dialogare con il diritto societario applicabile.

5. Il metodo corretto

In contesti internazionali, la prassi più prudente prevede:

  1. una consulenza preliminare scritta, con analisi dei punti critici;
  2. l’individuazione di diverse opzioni operative;
  3. la scelta consapevole della struttura testamentaria;
  4. la successiva formalizzazione notarile.

Il valore aggiunto non è l’atto in sé, ma la costruzione di un assetto coerente.

Perché la pianificazione è essenziale

Senza un’impostazione corretta, una successione transfrontaliera può comportare:

  • incertezze sulla legge applicabile;
  • ritardi nella disponibilità dei beni;
  • contenziosi tra eredi;
  • difficoltà nel riconoscimento degli atti all’estero.

Una pianificazione preventiva consente invece di:

- ridurre il rischio di conflitti

-  garantire continuità patrimoniale

- proteggere i soggetti più vulnerabili

- coordinare correttamente più sistemi giuridici

Quando rivolgersi a un notaio

È opportuno valutare una consulenza strutturata quando:

  • si possiedono beni in più Stati;
  • si ha una cittadinanza diversa dalla residenza;
  • sono coinvolti minori;
  • vi sono partecipazioni societarie estere;
  • si desidera esercitare una professio iuris.

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