Sempre più spesso, nelle successioni con elementi di internazionalità, il defunto percepiva una pensione erogata da uno Stato estero oppure aveva maturato diritti pensionistici fuori dall’Italia.
In questi casi, gli eredi si trovano di fronte a dubbi pratici e giuridici che riguardano sia il diritto successorio, sia i rapporti con gli enti previdenziali esteri.
Vediamo i principali aspetti da considerare.
La pensione estera entra nella successione?
Dipende dalla natura della prestazione.
In linea generale:
-
le pensioni di vecchiaia o anzianità non entrano a far parte dell’asse ereditario;
-
le rate maturate e non riscosse al momento del decesso possono invece essere reclamate dagli eredi o dagli aventi diritto, secondo la legge applicabile e le regole dell’ente previdenziale estero.
Ogni Stato disciplina in modo autonomo:
-
se e a chi spettano le somme non riscosse;
-
quali soggetti possono subentrare;
-
quali documenti sono richiesti.
Qual è la legge applicabile?
La legge applicabile alla successione è determinata dal Regolamento (UE) n. 650/2012, che individua, in linea di principio, la legge dell’ultima residenza abituale del defunto, salvo diversa scelta (professio iuris).
Tuttavia, i diritti pensionistici:
-
non sempre seguono le regole ordinarie della successione;
-
sono spesso regolati da norme previdenziali speciali dello Stato che eroga la pensione.
Per questo motivo, è necessario distinguere tra:
-
disciplina successoria;
-
disciplina previdenziale.
Quali documenti possono essere richiesti dagli enti esteri?
Nelle pratiche di successione con pensioni estere, gli enti previdenziali possono richiedere, a titolo esemplificativo:
-
certificato di morte;
-
certificato di eredità o atto notorio;
-
certificato successorio europeo (se applicabile);
-
documentazione attestante la qualità di erede;
-
coordinate bancarie per il pagamento delle somme spettanti.
La forma e il contenuto dei documenti sono spesso determinanti per evitare ritardi o rifiuti.
Il ruolo del notaio nelle successioni con pensione estera
In questi casi, il ruolo del notaio non si limita alla gestione della successione in Italia, ma comprende:
-
l’inquadramento corretto della fattispecie successoria;
-
la verifica della legge applicabile;
-
il coordinamento tra normativa italiana e normativa straniera;
-
la predisposizione o il controllo della documentazione necessaria da utilizzare all’estero.
Un’impostazione corretta sin dall’inizio consente di:
-
evitare richieste di integrazione;
-
ridurre i tempi di liquidazione;
-
prevenire errori nella trasmissione degli atti.
Un caso frequente
Un’ipotesi ricorrente riguarda:
-
cittadini italiani residenti all’estero;
-
pensione erogata da Francia o Spagna;
-
eredi residenti in Italia.
In questi casi, la successione italiana e la gestione della pensione estera seguono canali distinti, che devono però essere coordinati per evitare sovrapposizioni o omissioni.
Conclusioni
La presenza di una pensione estera in una successione con elementi italiani richiede un’analisi attenta e coordinata.
Ogni caso presenta caratteristiche specifiche che rendono necessaria una valutazione personalizzata della documentazione, della legge applicabile e delle modalità operative, anche in collaborazione con professionisti esteri.
Nota finale
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale.
Ogni successione internazionale presenta profili specifici che richiedono un’analisi personalizzata.
Aggiungi commento
Commenti